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  dsoria [ ******Il diario Democratici di Sinistra di Oria****** ]
         

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Qualche illustre pensiero


“Pochi avranno la grandezza per raggiungere la storia, ma ciascuno di noi può agire per cambiare qualcosa nel mondo, e nell’ insieme di tutte queste gesta sarà scritta la storia di questa generazione”
( J. F. Kennedy)




“Nella guerra determinazione; nella sconfitta, resistenza; nella vittoria, magnanimità; nella pace benevolenza”

( W. Churchill)



 
"...I principi restano e le idee invece cambiano con gli uomini cui vengono date in appalto. L' impegno della coerenza ho imparato a riservarlo soltanto ai valori fondamentali cui un uomo deve ispirare la propria condotta: il dovere dell' onestà, del coraggio, della responsabilità. Ma sul piano delle idee, sono state proprio l' onestà, la sincerità ed il coraggio che mi hanno costretto a cambiarle ogni volta che mi sono trovato di fronte all' evidenza del loro o del mio inganno".
(Indro Montanelli)



 

 

 

 

 

 
"...La vera scelta non è tra essere fedele ai valori o tradirli, ma tra avere il coraggio di cambiare e rinchiudersi nel conforto della propria identità. I valori non possono essere cambiati, le politiche si".
(Tony Blair)



 

“Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu possa esprimerla”
(Voltaire)

 


“E’ morale ciò che ti fa sentir bene dopo che l’ hai fatto e immorale ciò che invece ti fa sentir male”

( E. Hemingway)

 



“Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’ errore”

( Cicerone)

 




“La gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta”

( Confucio)

 



“Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione”

( B. Pascal)

 



“Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di avere torto; anche perché è come dire che oggi è più saggio di quanto non fosse ieri”

( J. Swift)

 



“C’ è una misura nelle cose; vi sono precisi confini, oltre i quali e prima dei quali non può sussistere il giusto”

( Orazio)



 


“E’ la volontà che fa l’ uomo grande o piccolo”

( F. von Schiller)

 



“Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza”

( Giovenale)





“Dubitare di te steso è il primo segno di intelligenza”

( U. Ojetti)

 




“Una cattiva azione non ci tormenta appena compiuta, ma a distanza di molto tempo, quando la si ricorda, perché il ricordo non si spegne”

( J. J. Rousseau)

 




“Non c’ è speranza senza paura né paura senza speranza”

( B. Spinoza)

 

 



“Si deve smantellare la serietà degli altri con il riso, ed il riso avversare con la serietà”

( U. Eco)

 

 

 


“La gloria la si deve acquistare, l’ onore invece basta non perderlo”

( A. Schopenhauer)

 



“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. A loro non si è svelata la bellezza della vita”

( B. Pasternak)

 



“Spesso guardando le quantità degli oggetti messi in vendita, Socrate diceva a se stesso: di quante cose posso fare a meno”

( Socrate)


27 ottobre 2006

CHE UMILIAZIONE! IL COMUNE NON PAGA LE CAUSE PERSE E IL GIUDICE CI PIGNORA 23 MILA EURO



Figura anche l’attuale comandante dei vigili urbani di Oria Emilio Dell’Aquila tra i creditori del pignoramento di oltre 23 mila euro, effettuato presso il tesoriere comunale, a seguito di alcune sentenze esecutive di condanna nei confronti del Comune Oria. Assieme al tenente Dell’Aquila, cui il Comune ha dovuto versare quasi 14 mila euro rispetto agli iniziali 6.000 richiesti, anche l’avvocato ostunese Angelo Orofalo, legale di altri dipendenti, anch’essi vincitori di cause intentate contro il Comune. In favore di quest’ultimo il tesoriere ha dovuto sborsare complessivamente 6.800 euro, derivanti da due cause diverse entrambe vinte dai suoi assistiti. Ammonta infine a sole, si fa per dire, 717 euro il “prelievo forzato” effettuato in favore di Cosimo Zanzarelli.
Facendo le dovute somme quindi, il pignoramento complessivo ammonta a oltre 23 mila euro: una cifra piuttosto elevata che, come se non bastasse, va inoltre a costituire un debito fuori bilancio. I DS hanno giudicato come estremamente umiliante per l’ente, il prelievo forzoso fatto ai danni del Comune e dei cittadini, che si sarebbe certamente potuto evitare se solo si fossero rispettate nei tempi dovuti le sentenze emesse dal giudice.

Alla base dei pignoramenti infatti ci sono una serie di cause contro il Comune, vinte da alcuni dipendenti, che solo in tribunale si sono visti riconoscere dal giudice il diritto a percepire alcuni emolumenti. Somme che invece l’ente non ha mai pagato loro, né prima né dopo la sentenza, costringendoli così a ricorrere al pignoramento. Insomma, o con le buone o con le cattive alla fine il Comune quei soldi li ha dovuti per forza sborsare.

Ad alimentare le polemiche c’è il fatto che i pignoramenti, come noto, comportano una serie di costi aggiuntivi, tutti ovviamente a carico dei cittadini e della comunità, che invece si potrebbero evitare con buona pace delle non certo ricche casse comunali.

Ad esempio, nel caso del comandante dei vigili urbani Emilio Dell’Aquila, l’importo che il comune ha dovuto versare è praticamente raddoppiato rispetto alla somma da lui richiesta in principio, quando pretese poco più di 6000 euro per alcune prestazioni che invece non gli sarebbero state pagate. Una richiesta cui l’amministrazione, allora governava il centro destra guidato dal sindaco Cosimo Moretto, si rifiutò di assentire. Da lì il ricorso da parte del comandante in tribunale, e la conseguente vittoria che condannò il comune a liquidare la somma cui il dipendete aveva pieno diritto, più le relative spese legali. Al decreto ingiuntivo che ha poi comportato il pignoramento si è giunti quando il Comune, nonostante la sentenza del giudice, si ostinava a non versare all’allora vice comandante Dell’Aquila gli emolumenti stabiliti in tribunale. Insomma, dopo anni di opposizioni e insistenze, alla fine l’autorità giudiziaria è stata costretta a prelevare “con la forza” quei soldi che invece il Comune avrebbe dovuto versare spontaneamente al creditore Dell’Aquila. Col risultato che quei vecchi sei mila euro richiesti dal vice comandante, sono nel tempo diventati sette, otto, nove, fino a giungere alla non certo invidiabile cifra di 13.773 euro totali: praticamente il doppio. La cifra cresce ulteriormente se si tiene conto del costo sopportato per pagare il legale che, nel caso in questione, aveva il difficile onere di difendere il Comune.

In modo praticamente analogo possono essere ricostruiti anche gli altri pignoramenti riguardanti Cosimo Zanzarelli e gli altri dipendenti difesi dall’avvocato Orofalo. Anche in questi casi i due creditori sono stati costretti a ricorrere al pignoramento in quanto il Comune si ostinava a non versare loro la somma stabilita dal tribunale. E anche in questi casi alla fine la comunità ha dovuto pagare più di quanto richiesto all’inizio.

A questo punto la domanda posta dai DS all’amministrazione è stata: perché? Perché non pagare nonostante le sentenze del giudice? Perché arrivare ai pignoramenti e ai debiti fuori bilancio, che vanno come sempre a carico dei cittadini contribuenti? Di chi è la responsabilità di tutto ciò? A rispondere a queste e ad altre domande però non sarà né il sindaco, né l’amministrazione, quanto la corte dei conti, cui il provvedimento è stato inviato nelle modalità stabilite dalla legge.
E per meglio risalire a eventuali responsabilità cui affibbiare l’intero costo della vicenda, le forze di opposizione presenti in consiglio comunale: democratici di sinistra, Margherita e Movimento per le autonomie, hanno chiesto e ottenuto dalla maggioranza di centro destra che al provvedimento da inviare alla corte dei conti si allegasse anche una relazione che tracciasse tutte le tappe degli episodi che hanno portato ai pignoramenti. Insomma, un modo come un altro per evitare che, qualora dovessero venire alla luce responsabilità oggettive da parte di taluni funzionari comunali, a pagare siano una volta tanto loro e non la città.




permalink | inviato da il 27/10/2006 alle 19:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa



27 ottobre 2006

I DEMOCRATCI DI SINISTRA CONTRO LO SFRUTTAMENTO AMBIENTALE TOTALE DELLA NOSTRA BRINDISI



E' passato un anno e mezzo da quando il Comitato Tecnico, su incarico congiunto del Comune di Brindisi, della Provincia e della Regione, ha consegnato la relazione contenente le valutazioni e le conclusioni sugli interventi di miglioramento ambientale delle centrali elettriche, proposte da Enel, Edipower e Enipower.

Sulla base di tale relazione, il 25 ottobre del 2005, la Direzione Provinciale dei Democratici di Sinistra, ha approvato alla unanimità un Documento per il negoziato sul polo energetico.

Nello stesso periodo di tempo si è però assistito a una serie di iniziative delle società elettriche e a una serie di interventi infrastrutturali nel Porto, obiettivamente rispondenti ad "una politica del fatto compiuto", fuori da quel tavolo negoziale che si sarebbe dovuto avviare alla luce del sole.

I Democratici di Sinistra ritengono che non si debba più perdere altro tempo, in quanto ciò va a vantaggio degli interessi esclusivi delle aziende elettriche.

Difatti, l'aver rimandato al redigendo Piano Energetico Ambientale Regionale la definizione degli assetti generali del polo energetico brindisino, si sta rivelando, alla luce dei fatti, un errore, dato che esso viene sempre più assumendo il valore di mero indirizzo strategico e di base per la concertazione fra le parti, essendo debole quello di programmazione e giuridico.

Inoltre, il tempo perduto fa sì che gli scenari degli approvvigionamenti energetici nazionali odierni pesino sulla storica necessità del nostro territorio di una significativa riduzione dei livelli produttivi inquinanti.
Pertanto, i Democratici di Sinistra ritengono che si debba costituire immediatamente, da parte delle istituzioni locali, un tavolo negoziale con le società elettriche, per definire nuove e più avanzate soluzioni convenzionali sugli assetti produttivi, sui combustibili e la loro movimentazione, sulla tutela ambientale e i relativi controlli, sull'utilizzo delle strutture portuali, sui rapporti con l'economia locale, i lavoratori, le imprese.

La Direzione Provinciale dei Democratici di Sinistra, sulla base degli obiettivi e delle indicazioni contenute nel Documento del 25 ottobre 2005, che riconfermano, ritengono necessario e urgente avviare il negoziato, tenendo presente in particolare i seguenti punti:

- significativa riduzione delle quantità di carbone movimentato e bruciato nell'intero polo energetico, con un controllo permanente della qualità prescritta, anche attraverso un esplicito impegno nel PEAR;

- immediato avvio dei lavori di realizzazione del ciclo combinato e delle strutture di approviggionamento del metano presso Edipower – programmando i tempi e previa procedura di VIA e autorizzazione-, con il funzionamento, nel frattempo, di un gruppo a carbone e l'altro in riserva di esso;

- realizzazzione di un unico pontile dedicato esclusivamente alla movimentazione del carbone, delle ceneri e dei gessi, previsto nel P.O.T. 2003/05 dell'Autorità Portuale;

- rientro definitivo dei livelli delle emissioni in quelli stabiliti dal Piano di disinquinamento per il territorio della provincia di Brindisi, che escludano picchi compensativi e siano in aderenza al Protocollo di Kyoto, salvaguardando i singoli territori dagli effetti delle loro ricadute. Occorre altresì definire, nelle Convenzioni da stipulare, nuovi e più bassi livelli di emissione. A tal fine, il redigendo Piano regionale sulla Qualità dell’aria deve prevedere, per Brindisi, “limiti” tali da garantire una riduzione sostanziale ed effettiva delle sostanze e delle emissioni inquinanti rispetto a quelle attuali, obbligando i singoli impianti produttivi ad adeguarvisi;

- realizzazione di un serio, continuo e completo monitoraggio dell'aria, del suolo e dell'acqua dell'area a rischio, ad opera di un sistema autonomo e pubblico unico; - ristabilimento di un corretto rapporto delle società elettriche con il territorio, le sue imprese e i lavoratori locali, riattualizzando anche le intese compensative e ristoratrici previste nella Convenzione del 96, verso un territorio segnato nel suo sviluppo dalla presenza di questo tipo di insediamenti;

- rilancio del Centro Ricerche Enel, nei settori di frontiera della ricerca, tra le quali la filiera

dell’idrogeno e le tecnologie del carbone pulito.
Questi punti negoziali saranno contenuti nelle Mozioni Urgenti che i gruppi consiliari dei democratici di sinistra hanno il mandato di presentare nelle assemblee consiliari del Comune capoluogo, della Provincia e dei Comuni dell'area a rischio, i quali ultimi devono essere parte integrante del tavolo negoziale con le società elettriche Enel, Edipower eEnipower.

Non rientra nei punti negoziali con le società elettriche, l'ipotesi di utilizzo del combustibile da rifiuti nelle centrali, in quanto, la "chiusura" del ciclo dei rifiuti del territorio provinciale è cosa assolutamente altra e distinta dai contenuti convenzionali.

Certo è che la chiusura del ciclo dei rifiuti regionali non può assolutamente farsi a Brindisi, in quanto il suo territorio non può sopportare ulteriore carico ambientale inquinante, né divenire, oltre a quello chimico ed energetico, anche un polo per lo smaltimento dei rifiuti.

Peraltro, l'utilizzo sperimentale del CDR in co-combustione in impianti non dedicati abbisogna ancora di una base di dati validati molto più robusta di quella attuale, in quanto tale pratica, rispetto all'impiego di impianti dedicati, è ovviamente meno consolidata e, in particolar modo nelle centrali elettriche, è necessario un supporto scientifico più forte e un'esperienza operativa più lunga per confermarne la validità..




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22 ottobre 2006

LA REGIONE STANZIA MILIONI PER IL CENTRO STORICO, E L'AMMINISTRAZIONE NON NE SA NULLA!



La regione Puglia guidata dal presidente Niky Vendola mette a disposizione dei comuni 82 milioni di euro per riqualificare periferie e centri storici, e il nostro sindaco e il suo assessore De Stradis non ne sanno niente. Eppure il bando risale a giugno scorso, e se non fosse stato per i democratici di sinistra che in consiglio comunale hanno ricordato all’assessore che il bando sta per scadere, lui ne avrebbe per sempre ignorato l’esistenza. In particolare gli abbiamo dovuto spiegare che il piano in questione ( denominato “Pirp”) mette a disposizione dei comuni grandi quanto Oria, ben 2 milioni di euro al fine di recuperare le abitazioni presenti nei centri storici. Insomma, chi ha una casa nel centro storico e volesse rivalorizzarla, può chiedere alla regione fino a 25 mila euro. Ma tutto questo il nostro assessore non lo sa, e se non lo sa lui non possono saperlo nemmeno i privati di Oria che potrebbero beneficiare del piano. A questo punto ci viene da chiedere a cosa è servito pagare il nostro assessore 1000 euro al mese per 5 anni (per un totale di 60 mila euro) se non è nemmeno capace di informarsi su cose che poi dobbiamo spiegargli noi. Ora comunque che gli abbiamo spiegato tutto, sarebbe bene che si muovesse. Negli altri comuni sono già partiti i progetti, e grazie a Vendola la scadenza è stata prorogata al prossimo 7 aprile. Speriamo quindi che i nostri amministratori si guadagnino la pagnotta che gli paghiamo ogni mese, e facendo arrivare qualche soldo per il centro storico di Oria che ne ha tanto bisogno.




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18 ottobre 2006

CHIUSO IL COMANDO DELLA DISCORDIA: MA ORA, CHI PAGA?

                   


Alla fine hanno dovuto darci ragione. Il comando della Polizia municipale nella scuola ex Francesco Milizia, dopo pochi mesi di vita, ha definitivamente chiuso i battenti. Quel comando ricavato nella scuola, che toglieva aule agli studenti e che minacciava la loro incolumità, è stato un errore madornale che anche gli stessi amministratori di destra hanno dovuto riconoscere. Adesso però, è ora di presentare il conto. Questo “errore” è costato alla nostra città oltre 50.000 euro. E sapete chi pagherà questo conto salatissimo? Ovviamente i cittadini. In un paese normale, con politici normali, avremmo assistito almeno alle dimissioni dell’assessore De Stradis responsabile di tutto ciò. E invece no, neanche a parlarne. Il sindaco Ferretti infatti per premiarlo lo ha rinominato assessore. Quindi noi cittadini non solo pagheremo per i suoi danni, ma continueremo anche a pagare ogni mese anche lui. Speriamo almeno che continui a non far nulla!




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17 ottobre 2006

BILANCIO DEI PRIMI 100 GIORNI DELLA NUOVA GIUNTA FERRETTI: TRA LITIGI, SPRECHI E BRUTTE FIGURE

                                                

Ormai sono trascorsi più di 100 giorni da quando il sindaco Ferretti e la sua litigiosa maggioranza di destra si sono insediati al governo della nostra città.
E’ giunto il momento quindi dei primi bilanci, e per quel che ci riguarda il bilancio di questo primo scorcio di mezza-giunta è indegno del voto ricevuto.

A partire proprio dall’Estate oritana caratterizzata da un totale immobilismo da parte dell’amministrazione e da un colpevole spreco di denaro pubblico per finanziare alcune iniziative (1.700€ per un concerto davanti al noto bar di piazza Lama) e solo 100 euro per le altre feste, certamente più care a tutti noi oritani (Gallana, San Lorenzo, San Barsanofio, ecc.).

 E a proposito di danaro pubblico: ormai tutti sanno che il nostro Comune nel 2005 ha violato il patto di stabilità interno: un fatto estremamente grave. Non tutti invece sanno ancora che anche per quest’anno le cose vanno male visto che il patto è stato violato anche per i primi due trimestri del 2006.

 E sempre in tema di finanze è bene che si sappia inoltre che i nostri amministratori hanno dovuto riconoscere 23 mila euro di debiti fuori bilancio dovuti al mancato pagamento di alcune cause perse. Il nostro capogruppo Giancarlo Marinò ha comunque chiesto e ottenuto che gli appositi documenti vengano inviati alla corte dei conti con una relazione che accerti le responsabilità di questa ennesima incuria. E’ insomma giunta l’ora che a pagare sia chi il danno lo crea, e non sempre e solo i cittadini.

 Sarebbe bene infine ricordare la terribile figuraccia che il sindaco ha fatto di fronte alle telecamere di TeleNorba quando accusò l’Apt (agenzia provinciale per il turismo) di non aver inserito Oria in un importante depliant turistico in cui invece figuravano tutti gli altri comuni della provincia. La vicenda si chiuse con il presidente dell’agenzia turistica che dimostrò, carte alla mano, come la colpa fosse tutta del sindaco che a differenza degli altri sindaci della provincia, non si era degnato di presentarsi alle riunioni cui era stato regolarmente invitato per spiegare quali bellezze di Oria inserire nel depliant.

 Insomma, pare proprio che Oria sia diventata una nave senza nessuno al timone. Si perché chi dovrebbe guidarla è troppo occupato nelle innumerevoli riunioni segrete che da giugno contrappongono i 4 partiti della maggioranza. Tutti affamati di potere e tutti intenzionati a mettere le mani sui due posti di assessore rimasti vacanti.

Gia nelle prime settimane hanno buttato a mare l’Udeur e i Repubblicani dopo aver però sfruttato i loro voti (noi li avevamo avvisati!). Adesso stanno invece per liberarsi di Forza Italia (avevamo avvisato pure loro!), la quale nelle prime settimane ha già perso un suo consigliere passato (chissà perché) alla combriccola capeggiata dall’Udc.

 Insomma, non c’è che dire. Siamo solo all’inizio, e già abbiamo la nausea. Complimenti!




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13 ottobre 2006

EVASIONE FISCALE: IN ITALIA I GIOIELLERI DICHIARANO AL FISCO MENO DI UN OPERAIO.



Pubblichiamo di seguito un articolo tratto dal Corriere della Sera dal quale risultano dati assolutamente inconcepibili. Come ad esempio che in media i gioielleri italiani guadagnano meno di un metalmeccanico. Ricordando a tutti che un operaio o un impiegato sono "costretti" a pagare le tasse fino all'ultimo centesimo, vi lasciamo alla lettura dell'articolo.

In Italia, secondo quanto riferisce l'Ansa, nel 2005 i maestri elementari al primo incarico hanno guadagnato di più dei gioiellieri e dei titolari di bar. Questi ultimi infatti hanno dichiarato redditi inferiori ai 21mila e 500 euro. E ancora, sempre prendendo per buone le dichiarazioni del 2005: i tassisti hanno guadagnato meno dei metalmeccanici mentre i proprietari di saloni per la vendita di autovetture di Piemonte, Lazio e Campania hanno denunciato un reddito inferiore a 16.000 euro, cioè a quello del loro concittadino che varca da 15 anni con la tuta blu il portone di Mirafiori, Cassino e Pomigliano d' Arco.
Un dentista in Campania dichiara meno dei 25.000 euro di un poliziotto, mentre nel Lazio arriva a malapena a un impiegato di banca (28.000). I dati delle dichiarazioni 2005 mostrano la geografia tributaria del popolo delle partite Iva, che riserva molte sorprese. È un fenomeno imponente tanto che lo stesso vice-ministro per l' Economia, Vincenzo Visco ha detto giovedì in Parlametno che «vi sono province e settori in cui i tassi di irregolarità superano il 50%, situazioni che chiaramente richiedono un'attenzione particolare e la definizione di un ordine di priorità per le iniziative di verifica». I numeri che emergono vanno oltre la fantasia: un pensionato sociale guadagna 500 euro al mese, ma - tirando le somme - a dichiarare un reddito analogo, o inferiore, sono i tassisti del Molise (in media 6.175 euro l' anno), i sarti in Puglia (4.048 euro annui), i parrucchieri in Campania (6.332 euro), i pescivendoli del Trentino (3.742 euro l' anno), i ceramisti dell' Emilia Romagna (2.744 euro), i titolari di autosaloni di Bolzano (1.073), i rivenditori di ricambi auto in Lombardia (5.556 euro).

In Calabria, sulle 50 categorie censite, sono ben 12 (dai pasticceri ai pastai, dai sarti ai lavandai, dai fotografi agli ambulanti dalle mercerie ai tassisti) quelle che denunciano ai fini Irpef guadagni inferiori ai 6.700 euro l' anno, come o meno di pensionato sociale. Ma la Calabria è la regione dove la maggior parte delle categorie dichiara, in media, gli importi più bassi.

I contribuenti autonomi con i redditi più alti sono invece a Bolzano e Trento. Un esempio? Nel trentino i notai, che sono gli autonomi che dichiarano di più in tutta Italia, denunciano un reddito medio di 922.345 euro. La stessa categoria in Lombardia - dove i prezzi degli immobili sono quel che sono e le operazioni societarie numerose - dichiara sempre un'enormità, ma il valore è un terzo più basso e si ferma a 629.406 euro. A saltare agli occhi sono i redditi dichiarati dai gioiellieri: la provincia con la media più alta è la Lombardia, dove gli orefici dichiarano 21.533 euro l' anno, come un maestro elementare. In tutte le altre regioni si scende, fino agli 11.990 euro della Calabria e passando per i 14.652 euro (meno di un metalmeccanico) del Lazio. Al confronto appaiono più ricchi gli imbianchini che dichiarano 21.241 euro nel veneto e 28.455 euro a Bolzano.




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12 ottobre 2006

FINANZIARIA 2007: SOLDI PER 16 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE

                                                    

Con le riforme contenute nella prossima Finanziaria, 16 milioni di famiglie su 22 milioni riceveranno in media 263 euro in più all'anno, con
140 nuclei familiari che usciranno dalla soglia di povertà. È il risultato di una simulazione effettuata dall'Istat con i primi dati della manovra. Lo ha spiegato il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri (non l’Unità o qualche pericoloso comunista)  in un'audizione alle commissioni Bilancio. Svantaggiate invece le famiglie nel 20% a reddito più elevato.

Vuoi sapere se rientri nell’80% delle famiglie che riceveranno vantaggi dalla manovra? Vuoi sapere quanto guadagnerai? Allora clicca qui e scoprilo da te.




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11 ottobre 2006

NO DELLA CAMERA AL PONTE SULLO STRETTO. L'UNIONE DEVIA I FINANZIAMENTI SULLE ALTRE INFRASTRUTTURE PER IL SUD

                                     

Con 272 voti favorevoli e 234 contrari, la Camera ha approvato la mozione del centrosinistra che "stoppa" la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. La mozione, firmata dal capogruppo dell'Ulivo Dario Franceschini, giudica "non prioritaria" la costruzione del ponte e impegna il governo a realizzare altri interventi per il miglioramento della viabilità nel mezzogiorno: in particolare il completamento della Salerno-Reggio Calabria e il miglioramento della rete autostradale siciliana. Sono questi, sottolinea il documento votato dall'assemblea, gli interventi ai quali occorre dare "assoluta priorità ".
Bocciate, invece, le due risoluzioni presentate da Forza Italia e dall'Udc, che chiedevano la realizzazione del ponte. Nella votazione su queste mozioni, si sono astenuti i deputati della Lega Nord, contrari alla realizzazione del ponte sullo Stretto.





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10 ottobre 2006

L'ASSESSORE BARBANENTE OTTIENE 4 MILIONI IN PIU' PER LE POLITICHE ABITATIVE

                                                       

Lo scorso 4 ottobre si è riunita la Conferenza Interregionale "Infrastrutture, mobilita' e governo del territorio", per trattare diverse questioni nel campo delle politiche abitative. Per la Puglia ha partecipato l'Assessore al Territorio Angela Barbanente. In particolare, la Conferenza ha approvato la ripartizione del fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione per il 2006. Alla Puglia, grazie anche al cofinanziamento regionale, sono stati assegnati, per il 2006, 24.747.550,89 di euro, contro i 20.797.795,25 di euro assegnati per il 2005 dal governo Berlusconi. Inoltre, si è sviluppata un'ampia discussione sul decreto legge per affrontare il disagio abitativo dovuto a provvedimenti esecutivi di sfratto, approvato dal consiglio dei ministri il 22 settembre 2006. Le Regioni presenti, pur esprimendo compiacimento per l'attenzione dimostrata dal governo verso un problema così drammatico, hanno riaffermato la necessità di superare la tendenza statale a mettere a punto di interventi isolati e disomogenei tra loro e a definire ambiti geografici e modalità di attuazione degli interventi stessi senza disporre di sufficienti conoscenze sulle specifiche situazioni locali. Esse hanno anche ribadito l'urgenza di ridisegnare, d'intesa con le Regioni e nel rispetto della competenza attribuita alle stesse in materia, una politica organica per la casa, basata su un flusso di finanziamenti certi e costanti, capace di rispondere alle domande emergenti e di utilizzare una vasta gamma di strumenti, da quelli fiscali a quelli urbanistici a quelli propri delle politiche abitative.




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3 ottobre 2006

UMBERTO PELUSO: "TROPPO SILENZIO A SINISTRA DOPO LA VITTORIA AL REFERENDUM

                                                   

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento dell'amico Umberto Peluso
:

Nelle politiche di aprile e nelle amministrative di fine maggio, i plessi scolastici dove si votava venivano assediati da candidati e referenti politici oritani, tutti interessati allo svolgimento e all’esito delle operazioni di voto.

Nei giorni del referendum, al contrario, regnava vicino alle sezioni elettorali  l’assenteismo.

Qualcuno dirà, visto i risultati avuti meglio così.

Sindacati e partiti dell’Unione schierati con il NO la CdL con il SI

Nel feudo oritano della Casa della Libertà, a sorpresa,  ha vinto il NO.

A Oria ha vinto la Sinistra, direi commuovente.

Strana coincidenza, tra la vittoria del NO voluto dall’Unione con l’assenza dei referenti oritani dell’Unione stessa, nei pressi dei seggi referendari.

Nessun neo - consigliere,del centro sinistra interessato alla consultazione referendaria.

Come se fosse più grave avere Ferretti come sindaco, che l’approvazione da parte dell’elettorato a quella sciagurata riforma detta devolution che avrebbe affossato le regioni meridionali.

No, cari consiglieri del Centro Sinistra, meglio Feretti primo cittadino di Oria, che la devolution in Italia.

In questo si vede la debolezza della passione e del fervore politico.

L’incapacità di individuare le priorità, segnale questo molto grave.

Se non riusciamo a capire, che uno dei tratti distintivi della Sinistra è l’azione collettiva quale strumento per perseguire i fini di egualitarismo, di solidarietà di tutela dei più deboli, difficilmente potremo innovare e sviluppare la nostra Oria, governandola da Sinistra.

L’assenza del principio di azione collettiva nei neo consiglieri del Centro Sinistra di Oria è una di quelle lacune che devono colmare.

Gli elettori dell’Unione non sono preoccupati dalla sconfitta elettorale, del resto prevedibile, ma sono turbati dalla sconfitta politica della Sinistra.

Brucia di più il silenzio sul referendum che non il misero 30% ottenuto dall’Unione a Oria.




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