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DOPO ANNI DI SACRIFICI, FINALMENTE UN PO' DI SOLDI ANCHE A CHI GUADAGNA MENO DI 40.000 EURO ALL'ANNO

Di che ne dicano le opposizioni e i male informati, quella varata dal consiglio dei ministri è una legge che definirei, senza troppi giri di parole, “con gli attributi”: perchè non ha paura di mettere le mani nelle tasche dei ricchi per aiutare le famiglie della classe media e bassa, le future generazioni, l'ambiente e il meridione.
Eppure la destra ha di che lamentarsi. Dicono che Prodi ha messo le mani in tasca al ceto medio, ma è davvero così? Vediamo
questa tabella (basta fare clic col mouse sulla parola “tabella”) e scopriamo chi davvero, con la nuova legge, ci guadagna e chi ci perde.

 Come possiamo leggere con estrema chiarezza, con questa legge, chi percepisce meno di 40 mila euro all’anno (il 90% dei contribuenti italiani!) ha solo da guadagnarci. In particolare, chi percepisce qualcosa come 22 mila euro annui (operai, impiegati, insegnanti, ecc.) grazie a Prodi incasserà quasi 800 euro all’anno in più! Vi sembrano pochi? Crediamo proprio di no. Da tener presente inoltre che le 800 euro diventano 900 se in casa ci sono bambini fino a tre anni di età.

 E tutto questo senza tener conto che la stessa legge prevede l’abbattimento del cuneo fiscale. In pratica si tratta di una riduzione delle tasse che avvicina la busta paga alla retribuzione lorda. Per fare un esempio, in una famiglia con due figli a carico il cui reddito complessivo si aggira attorno ai 23.000 euro, il taglio del cuneo fiscale porterà altre 810 euro all'anno circa in più: da aggiungere alle altre 800 euro dovute alla modifica dell'Irpef e delle detrazioni per le famiglie.

 Inoltre ci sarebbero da aggiungere le detrazioni per chi manda i figli in palestra (per incentivare i ragazzi alla cura della salute), le detrazioni per gli studenti che affittano appartamenti fuori sede (per far emergere il nero e al contempo aiutare le famiglie), le detrazioni per chi rottama frigoriferi e caldaie vecchie (per aiutare l’ambiente), e così via. Anche in questo caso stiamo parlando complessivamente di centinaia di euro risparmiati, ma la destra fa finta di non vedere.

 Si perché la destra vede solo le 137 euro in più al mese che dovranno pagare coloro che percepiscono un reddito annuo superiore ai 200 mila euro. Poverini! Come faranno ad andare avanti solo con 9295 euro al mese anziché 9432. Eppure Berlusconi e la sua combriccola continuano a dire che questa legge ruba soldi a tutti gli italiani. Ma forse il cavaliere non sa che nel nostro Paese solo l’1,7% dei contribuenti guadagna più di 70.000 euro all’anno.

 Come se non bastasse inoltre la legge in questione stanzia qualcosa come 3 miliardi di euro (!!!) per la sanità. Certo, qualcuno potrebbe replicare che la manovra di cui stiamo parlando prevede anche un ticket di ben 23 euro per chi riceve cure in pronto soccorso per motivi non urgenti. Ma volete mettere? Per annullare tutti i soldi che questa legge ci regala dovremmo andare al pronto soccorso qualcosa come 40 volte circa in un anno!


 
E ancora, questa legge:

- stanzia 300 milioni di euro per nuovi asili nido
- per la prima volta anche le lavoratrici precarie avranno l'indennità di malattia e i congedi di tre mesi con retribuzione pari al 30% del reddito;
- introduce una supertassa per i “Suv” ( i macchinoni tanto di moda tra i ricchi) mentre non pagherà più il bollo chi acquisterà da gennaio auto “Euro4”;

- aumenta le tasse sulle azioni mentre le abbassa sui conti correnti;

- aumenta del 3% il prelievo fiscale sulle cosiddette “pensioni d’oro”, mentre elimina ogni tassa a chi percepisce pensioni inferiori agli 8000 euro annui;

- abbatte del 25% lo stipendio ai parlamentari.

- Stanzia oltre tre miliardi di euro per l’aumento dello stipendio ai dipendenti pubblici.

 E poi:

- aumenteranno i contributi a favore dei precari;

- tornerà il bonus per le aziende del Sud che assumeranno lavoratori;

- verranno individuate nel Sud aree in cui aprire un’azienda sarà praticamente gratis!

- i fondi per il ponte di Messina verranno dirottati per costruire strade in tutto il meridione.

 Infine non va dimenticato che questa legge finanziaria va soprattutto a ridurre il deficit pubblico accumulato da Berlusconi, riallineandolo a quelle che sono le disposizioni europee. Un fatto che a qualcuno può significare nulla, ma che in realtà è molto più importante di qualunque riduzione delle tasse perché salva un intera nazione dal tracollo finanziario. L’Italia è infatti uno dei paesi col debito pubblico più alto del mondo, e se qualcuno di noi non fa qualche piccolo sacrificio (vedi ticket o riduzione trasferimenti agli enti locali) a pagarne le conseguenze sarà la futura generazione che dovrà pagare di tasca propria il debito accumulato dai genitori e dai nonni dalla fine degli anni settanta fino a oggi. Quindi, grazie Prodi, anche a nome delle nuove generazioni.


P.S.: ho sentito qualcuno lamentarsi del fatto che Prodi abbia aumentato le tasse sulla bemzina: è vero. C'è stato un aggravio dell'1% delle accise. Ma facciamo qualche calcolo approssimativo e scopriamo a quanto ammonta tale aggravio. L'1% di 1,20 euro (supponiamo rimanga più o meno questo il prezzo del gasolio per ogni litro), equivale a 0,012 euro. Spponendo che un automobilista metta ogni santo giorno 5 euro di gasolio (circa 4 litri) per tutto l'anno, l'aggravio totale alla fine dei 12 mesi sarà di 17 euro! Poco più di 1 € al mese. Ammazza che salasso!

 Se vuoi comunque un'opinione più autorevole in merito a questa finanziaria, allora fai clic qui e leggi l'editoriale di Eugenio Scalfari. Ed è proprio con un suo passaggio che chiudiamo:
"Sembra - scrive Scalfari su Repubblica - che nessuno si ricordi più del lascito che è stato ereditato dalla trascorsa legislatura. Un lascito disastroso. Con le casse vuote, l'avanzo primario azzerato, il debito in ascesa, il deficit al 4 e mezzo per cento, i cantieri delle imprese pubbliche allo sbando, la previdenza integrativa rinviata al 2008, i contratti non rinnovati. Dopo di noi il diluvio e chi se ne frega, questa sembrò essere la filosofia di quei cinque anni". 

Pubblicato il 2/10/2006 alle 12.30 nella rubrica Dal Governo.

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