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CHE UMILIAZIONE! IL COMUNE NON PAGA LE CAUSE PERSE E IL GIUDICE CI PIGNORA 23 MILA EURO



Figura anche l’attuale comandante dei vigili urbani di Oria Emilio Dell’Aquila tra i creditori del pignoramento di oltre 23 mila euro, effettuato presso il tesoriere comunale, a seguito di alcune sentenze esecutive di condanna nei confronti del Comune Oria. Assieme al tenente Dell’Aquila, cui il Comune ha dovuto versare quasi 14 mila euro rispetto agli iniziali 6.000 richiesti, anche l’avvocato ostunese Angelo Orofalo, legale di altri dipendenti, anch’essi vincitori di cause intentate contro il Comune. In favore di quest’ultimo il tesoriere ha dovuto sborsare complessivamente 6.800 euro, derivanti da due cause diverse entrambe vinte dai suoi assistiti. Ammonta infine a sole, si fa per dire, 717 euro il “prelievo forzato” effettuato in favore di Cosimo Zanzarelli.
Facendo le dovute somme quindi, il pignoramento complessivo ammonta a oltre 23 mila euro: una cifra piuttosto elevata che, come se non bastasse, va inoltre a costituire un debito fuori bilancio. I DS hanno giudicato come estremamente umiliante per l’ente, il prelievo forzoso fatto ai danni del Comune e dei cittadini, che si sarebbe certamente potuto evitare se solo si fossero rispettate nei tempi dovuti le sentenze emesse dal giudice.

Alla base dei pignoramenti infatti ci sono una serie di cause contro il Comune, vinte da alcuni dipendenti, che solo in tribunale si sono visti riconoscere dal giudice il diritto a percepire alcuni emolumenti. Somme che invece l’ente non ha mai pagato loro, né prima né dopo la sentenza, costringendoli così a ricorrere al pignoramento. Insomma, o con le buone o con le cattive alla fine il Comune quei soldi li ha dovuti per forza sborsare.

Ad alimentare le polemiche c’è il fatto che i pignoramenti, come noto, comportano una serie di costi aggiuntivi, tutti ovviamente a carico dei cittadini e della comunità, che invece si potrebbero evitare con buona pace delle non certo ricche casse comunali.

Ad esempio, nel caso del comandante dei vigili urbani Emilio Dell’Aquila, l’importo che il comune ha dovuto versare è praticamente raddoppiato rispetto alla somma da lui richiesta in principio, quando pretese poco più di 6000 euro per alcune prestazioni che invece non gli sarebbero state pagate. Una richiesta cui l’amministrazione, allora governava il centro destra guidato dal sindaco Cosimo Moretto, si rifiutò di assentire. Da lì il ricorso da parte del comandante in tribunale, e la conseguente vittoria che condannò il comune a liquidare la somma cui il dipendete aveva pieno diritto, più le relative spese legali. Al decreto ingiuntivo che ha poi comportato il pignoramento si è giunti quando il Comune, nonostante la sentenza del giudice, si ostinava a non versare all’allora vice comandante Dell’Aquila gli emolumenti stabiliti in tribunale. Insomma, dopo anni di opposizioni e insistenze, alla fine l’autorità giudiziaria è stata costretta a prelevare “con la forza” quei soldi che invece il Comune avrebbe dovuto versare spontaneamente al creditore Dell’Aquila. Col risultato che quei vecchi sei mila euro richiesti dal vice comandante, sono nel tempo diventati sette, otto, nove, fino a giungere alla non certo invidiabile cifra di 13.773 euro totali: praticamente il doppio. La cifra cresce ulteriormente se si tiene conto del costo sopportato per pagare il legale che, nel caso in questione, aveva il difficile onere di difendere il Comune.

In modo praticamente analogo possono essere ricostruiti anche gli altri pignoramenti riguardanti Cosimo Zanzarelli e gli altri dipendenti difesi dall’avvocato Orofalo. Anche in questi casi i due creditori sono stati costretti a ricorrere al pignoramento in quanto il Comune si ostinava a non versare loro la somma stabilita dal tribunale. E anche in questi casi alla fine la comunità ha dovuto pagare più di quanto richiesto all’inizio.

A questo punto la domanda posta dai DS all’amministrazione è stata: perché? Perché non pagare nonostante le sentenze del giudice? Perché arrivare ai pignoramenti e ai debiti fuori bilancio, che vanno come sempre a carico dei cittadini contribuenti? Di chi è la responsabilità di tutto ciò? A rispondere a queste e ad altre domande però non sarà né il sindaco, né l’amministrazione, quanto la corte dei conti, cui il provvedimento è stato inviato nelle modalità stabilite dalla legge.
E per meglio risalire a eventuali responsabilità cui affibbiare l’intero costo della vicenda, le forze di opposizione presenti in consiglio comunale: democratici di sinistra, Margherita e Movimento per le autonomie, hanno chiesto e ottenuto dalla maggioranza di centro destra che al provvedimento da inviare alla corte dei conti si allegasse anche una relazione che tracciasse tutte le tappe degli episodi che hanno portato ai pignoramenti. Insomma, un modo come un altro per evitare che, qualora dovessero venire alla luce responsabilità oggettive da parte di taluni funzionari comunali, a pagare siano una volta tanto loro e non la città.

Pubblicato il 27/10/2006 alle 19.8 nella rubrica Cosa succede in città?.

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