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MA CHE STRANE ASSUNZIONI...



Si accende la polemica a Oria attorno all’assunzione, presso due scuole elementari del posto, di nove ragazze per l’assistenza agli alunni disabili. A innescarla il capogruppo dei Democratici di Sinistra Giancarlo Marinò che già nello scorso consiglio comunale aveva sollevato la questione senza però ricevere risposte soddisfacenti, e che ora affida le sue perplessità a una interrogazione indirizzata al primo cittadino Ferretti. “Oggetto della mia interrogazione – spiega Marinò in un comunicato stampa – non è ovviamente l’assunzione delle ragazze in quanto tale, che ovviamente è un iniziativa degna di lode, quanto le modalità sicuramente poco trasparenti con cui ciò è avvenuto. E siccome di mezzo ci sono 13.500 euro dei cittadini, con cui retribuire le ragazze per i prossimi due mesi, credo che la chiarezza in merito a queste assunzioni sia d’obbligo. Anche perché, stando ai documenti, queste ragazze sono state assunte in maniera discrezionale, e non attraverso un concorso aperto a tutti”.

La vicenda nasce il tre ottobre scorso quando il dirigente scolastico della scuola elementare Edmondo De Amicis fa pervenire presso l’ufficio protocollo del Comune di Oria una lettera con cui chiedeva 7.500 euro per retribuire cinque ragazze che avevano presentato il progetto denominato “servizio specialistico alunni disabili”. “A nutrire le nostre perplessità – scrive Marinò – è innanzitutto la celerità con cui il finanziamento è stato erogato. La richiesta infatti è giunta all’ufficio protocollo il tre ottobre, e quello stesso giorno la giunta si è riunita stanziando la somma richiesta. Qualcosa di simile è avvenuta qualche giorno più tardi quando a chiedere 6000 euro è stata la scuola elementare Camillo Monaco per un progetto molto simile. Alla luce di questi fatti abbiamo voluto quindi chiedere alcune delucidazioni al primo cittadino. Anche perché credo che proprio per garantire la massima professionalità in campi così importanti e delicati come l’assistenza ai disabili, sia necessario ricercare il massimo della professionalità. E questo rendendo pubblica la possibilità di offrire detti servizi a tutti gli operatori di disabili presenti nel nostro territorio, attraverso un bando pubblico di selezione. Cosa che ovviamente per questi incarichi non è stata fatta, in cui non ha certamente prevalso il metodo meritocratico del concorso, quanto la discrezionalità: una via che certamente non garantisce alcunché”.

Diversi sono quindi i chiarimenti che Marinò chiede al destinatario della sua interrogazione: “Credo quindi sia essenziale capire – scrive il capogruppo Ds - se il progetto è stato presentato da una società, da una cooperativa o da un’associazione specializzata in materia di assistenza ai disabili, in possesso ovviamente di specifici requisiti; o se invece, come sembra, il progetto è stato presentato soltanto da alcune persone fisiche che hanno semplicemente sottoscritto un documento. Inoltre vorremmo capire se è legalmente consentita l’assunzione, a qualunque titolo, di personale senza salvaguardare le retribuzioni assistenziali e previdenziali obbligatorie, oltre che la normativa in merito all’igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Infine, sarebbe bene sapere se sono stati verificati i requisiti e le abilitazioni personali richieste per svolgere detto delicato servizio, e le relative esperienze maturate nel settore, atteso che la normativa nazionale e regionale per queste professionalità è abbastanza rigorosa”. E infine la proposta: “E’ per questo che chiediamo se non sia il caso di revocare, in sede di auto tutela, la deliberazioni e le determinazioni in oggetto, al fine di consentire a tutti gli aspiranti ‘operatori di disabili’ presenti nel nostro territorio, la partecipazione, attraverso un bando pubblico di selezione”. A conclusione del testo Marinò chiede che la questione venga inserita come punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.

Pubblicato il 8/11/2006 alle 13.4 nella rubrica Cosa succede in città?.

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